Da vico Casana alle tendopoli dell'Aquila. C'è chi manda coperte e chi scatole di
tonno. Loro, semplicemente, hanno portato «il contatto manuale, la pressione
del pollice, del palmo, del gomito che trova gli squilibri energetici all'origine del
disagio, ridonando benessere, con una tecnica semplice e naturale».
Certo, «all'origine del disagio» delle persone trattate sotto le tende c'è - niente di
meno - il terremoto di aprile. Si sono giocati le ferie, gli associati dell'unità locale
genovese dell'Accademia italiana Shiatsu-Do, per massaggiare, otto ore al
giorno e sette giorni su sette, terremotati e volontari. Alla Festa del Partito
Democratico, in Porto Antico, da ieri sono stati affissi i pannelli con i
ringraziamenti dei terremotati «trattati» e le immagine delle postazioni (da cinque
a sette per ogni tendone): negli spazi riservati alle associazioni di volontariato c'è
un afflusso continuo per ottenere un trattamento Shiatsu (ovviamente gratuito,
anche se i volontari raccolgono offerte per sostenere i progetti Shiatsu a Cuba,
nel Chapas e in Brasile). Alla fine di questa settimana, poi, un secondo gruppo di
volontari partirà alla volta delle zone terremotate. «Lo Shiatsu - spiega Guido Bagni, dell'Accademia che ha sede in vico
Casana - si basa sui presupposti energetici del pieno e del vuoto, del tonificare e del disperdere: è la ricerca del contatto
profondo per affrontare i propri squilibri, per ricostruire l'unità e l'armonia». Militanti del Pd e terremotati dell'Aquila ne hanno -
parimenti - bisogno.